ARIANNA E SARA: DA ATLETE A COACH

Abbiamo deciso di cogliere il punto di vista di due nostre atlete della squadra senior PRISMA che da quest’anno ricoprono anche il ruolo di coach. Secondo voi è possibile essere brave atlete e allo stesso tempo brave allenatrici? Leggete questa intervista per scoprirlo!

Arianna Posenato ha 20 anni e sono ormai 3 anni e mezzo che si allena nella squadra PRISMA della Neon. Iniziare cheerleading è stato come entrare in un mondo nuovo, ma per certi aspetti anche familiare, dato che nei 7 anni precedenti aveva praticato ginnastica artistica a livello agonistico e provato diversi stili di danza.

Sara Cancian (per noi detta ormai Scrich) è del ’97 ed è una delle nuove atlete nella nostra squadra senior, dato che da appena un anno e mezzo fa parte della Neon. Questo sicuramente non le ha impedito di apprendere la disciplina con rapidità, dato che anche lei è una ex ginnasta e lo è stata per ben 14 anni.

Perché hai scelto il cheerleading?

Arianna risponde: “Il cheerleading rispetto alla ginnastica e danza è uno sport di squadra che richiede una grande fiducia e intesa tra i compagni, per migliorare come team c’è bisogno che ogni membro metta il proprio contributo. In una squadra ognuno ha il proprio ruolo ed è fondamentale. Inoltre, è uno dei pochi sport in cui maschi e femmine possono far parte dello stesso team”.

Sara invece dice: “Ho iniziato con alcuni elementi che già conoscevo perché assomigliano a quelli di ginnastica artistica, che ho praticato per tutta la vita. Non potendola più fare, ho trovato uno sport un po’ meno invasivo, ma che mi appassiona molto”.

Come ti senti ad essere sia atleta che coach?

Arianna:” Non saprei quale ruolo preferisco. Mi danno entrambi grandi soddisfazioni. In questi anni ce la metterò tutta per raggiungere i miei obiettivi da atleta ma nel frattempo spero di crescere ogni giorno anche come coach per offrire sempre il meglio ai nostri atleti”.

Sara: “Entrambi i ruoli hanno i loro lati positivi e negativi. Essendo atleta mi diverto, rimango in forma, però solo come coach ho la possibilità di trasmettere ai più piccoli la disciplina e la passione per lo sport”.

Cosa vorresti trasmettere ai tuoi atleti?

Arianna:” Vorrei che i nostri atleti ricevessero il messaggio di famiglia, di collaborazione e di impegno. Se non si è una famiglia, se non si collabora e se non c’è impegno da parte di ciascuno, è difficile che un gruppo sia coeso e duraturo. Da coach vorrei che il legame a lungo termine sia la base di questo sport”.

Sara: “Lo sport non è solo competizione, ma è un momento di aggregazione tra i componenti della squadra. Vorrei riuscire a trasmettergli la disciplina e sradicare dalla loro testa la frase: “non riesco”, che gli impedisce di perseverare fino a raggiungere un risultato per cui essere orgogliosi”

Quali sono i tuoi punti forti e i tuoi punti deboli?

Arianna: “I miei punti forti sono la passione e la dedizione. Questo sport mi ha insegnato il significato di perseveranza, è diventato fin dall’inizio uno stile di vita e ogni giorno che passa me ne appassiono sempre di più”. Inoltre, aggiunge: “Punti deboli e difficoltà potrebbero essere far capire alle persone esterne e alle atlete cosa sia veramente questo sport, che non gira solo intorno ai pon pon, bensì a molte discipline diverse; è un mix tra ginnastica acrobatica, ritmica, artistica, danza e a volte è difficile anche trovare il giusto tempo da dedicare alle varie categorie durante un allenamento”.

Sara: “Penso che uno dei miei punti forti sia quello di riuscire a trasmettere agli atleti e ai miei compagni che questo è un mondo ricco di valori come il senso di squadra, unità, sintonia, amicizia e fiducia fra noi atleti. Mentre se dovessi considerare i miei punti deboli, penserei sicuramente alla mia difficoltà a fare alcuni movimenti o alcuni esercizi come le rovesciate”. Infatti, purtroppo la sua carriera sportiva da ginnasta l’ha lasciata fra “scricchiolii di ossa e dolori alle articolazioni”, ci rivela scherzosamente Sara.

Come vi trovate ad allenare insieme?

Arianna: “Mi trovo molto bene a lavorare con Sara. Ci conoscevamo già da quando eravamo più piccole per via della ginnastica ma non abbiamo mai legato come in questo anno. Sono molto felice di lavorare con lei, anche perché sono dell’idea che due teste sono sempre meglio che una per avere una visuale più ampia e per offrire ai nostri atleti un insegnamento più valido e completo”.

Anche Sara è della stessa idea, infatti ci dice: “Mi trovo molto bene con Arianna perché siamo in sintonia su diversi aspetti. Sento di riuscire a lavorare bene e in sinergia soprattutto perché abbiamo le stesse idee su come impostare un allenamento e anche se fossimo in disaccordo riusciremmo a gestire bene le nostre squadre”.

Sicuramente le nostre atlete/coach hanno tanta strada davanti, ma siamo tutti orgogliosi dei grandi passi che stanno facendo per migliorare gli atleti, le squadre e l’intera Neon!